No al doppiaggio.

Benché l’italiano medio sia assuefatto a questa provincialissima pratica e la sua convinzione che si tratti di qualcosa di normale sia rafforzata, oltre che dall’abitudine, dalla martellante liturgia secondo cui i “nostri doppiatori” sono sacri, il doppiaggio è l’equivalente cinematografico di uno stupro.

Un film doppiato non è una traduzione, ma un’opera derivata. Ogni ruolo è recitato da due attori: un italiano senza volto (anche se quasi sempre con un cognome importante!) e uno straniero ridotto a pupazzo muto.

Gli attori stranieri non sono pupazzi muti: hanno una una voce propria!

In effetti lo spettatore italiano, anche quando si definisce cinefilo, non ha la minima idea di come recitino gli attori stranieri che dichiara di apprezzare o disprezzare.

Chi sostiene che il doppiaggio migliori i film e le serie TV sbaglia... doppiamente, prima di tutto perché di solito non è vero. Chiunque sia costretto a guardare anche audiovisivi doppiati ricorda tristemente la “scena degli italiani” di Inglourious Basterds, così come il “potere del trio” che “coincide col mio” nell’asinesco doppiaggio di Charmed.
Ma poi, anche in quei rari casi in cui il doppiaggio dovesse “migliorare” l’opera, resta salvo che tale intervento non è giustificato e l’unica versione legittima dell’opera è quella che gli attori hanno recitato con la propria voce. Un discorso affatto analogo si applicava alla pratica (oramai desueta) del pan and scan, che ha terrorizzato i registi per decenni tagliuzzando le loro inquadrature.

Se amiamo la nostra lingua e la nostra cultura, che si producano più film in italiano e non si usino anglicismi (come Jobs Act e stepchild adoption) se non è assolutamente necessario. Il sostegno al doppiaggio invece, anche se ammantato di un posticcio amor di patria che tende allo sciovinismo di maniera (“i nostri doppiatori so’ i mejo”), è semplicemente pigrizia intellettuale.

Ebbene, fai un atto di coraggio e abbandona il mondo dei film stranieri mediati da una corporazione familistica che, col passare delle generazioni, ha perso colpi proprio sul tanto decantato aspetto della “qualità”.

Ricordi quando hai tolto le rotelle alla bici? È la stessa cosa.
All’inizio avevi paura, ma poi...

Comincia con i sottotitoli in italiano e quando ti senti pronto mettili in inglese (nel caso di prodotti in lingua inglese). Vedrai che apprezzerai di più i film e le serie TV straniere (riuscendo finalmente a comprendere delle scene prima indecifrabili), scoprirai come recitano i tuoi attori preferiti e continuerai comunque a rispettare la bellissima lingua italiana. L’effetto indiretto di imparare (o migliorare la conoscenza di) un’altra lingua non è un forte argomento a favore dei film in lingua originale, ma per alcuni può essere un incentivo.